Il Bön si presenta come la formazione religiosa indigena del plateau tibetano, e le sue narrazioni collocano le sue origini in un mondo culturale che gli studiosi associano al regno pre-buddhista noto come Zhang-zhung. Secondo la tradizione, la persona più spesso identificata con la fondazione della dottrina Bön è Tonpa Shenrab Miwoche, un insegnante quasi mitico la cui vita e le cui azioni sono collocate dai seguaci in una patria remota chiamata variamente Tagzig o Olmo Lun. Queste narrazioni ancestrali collocano gli eventi originari del Bön oltre la memoria storica dei successivi stati tibetani; servono a stabilire antichità e autorità spirituale. Dal punto di vista dei devoti, Tonpa Shenrab è l'esemplare e il trasmettitore di un antico percorso completamente formato, i cui insegnamenti centrali furono successivamente portati nel Tibet propriamente detto.
La ricerca storica e filologica affronta la questione in modo diverso. Le evidenze archeologiche e testuali collocano una parte sostanziale di ciò che oggi è chiamato Bön all'interno della matrice culturale della regione tibetana occidentale di Zhang-zhung e delle aree adiacenti in quello che oggi è il Tibet estremo occidentale e parti del Ladakh. Alcuni termini rituali, nomi di divinità e culti basati su luoghi conservati nei materiali Bön mostrano continuità con la cultura materiale e le tracce epigrafiche datate al primo millennio d.C. Allo stesso tempo, gli storici sottolineano che il corpus ora rivendicante il nome Bön è stratificato e composito: pratiche sciamaniche e animistiche locali, riti funerari e ancestrali, e strati successivi di testi filosofici e tantrici che mostrano correnti incrociate con il buddismo indiano e con le tradizioni dell'Asia centrale vicina.
Un chiaro momento storico spesso citato come formativo per le successive istituzioni Bön organizzate è il periodo medievale iniziale, quando il Tibet subì trasformazioni culturali e religiose su larga scala. L'era imperiale tibetana (secoli VII-IX d.C.) vide l'introduzione e la diffusione del buddismo indiano nei circoli di corte e clericali; questo produsse sia competizione che sincretismo con i culti indigeni. Il IX secolo, in particolare—contrassegnato dal regno e dall'assassinio dell'imperatore comunemente noto come Langdarma (morto circa 842 d.C.)—è ricordato nelle cronache tibetane come un periodo di turbolenza che colpì l'infrastruttura monastica e il patrocinio istituzionale. Gli studiosi dibattono fino a che punto gli specialisti rituali indigeni si siano consolidati in ciò che si potrebbe riconoscere come un ordine 'Bön' durante, immediatamente dopo o secoli dopo questi cambiamenti politici; una visione di consenso considera il Bön distintamente autocosciente, testuale e monastico che esiste oggi come il prodotto di un processo di lunga durata che si è svolto dal primo millennio fino al secondo.
Due elementi concreti e verificabili ancorano questa evoluzione nel record storico. Primo, il luogo chiamato Zhang-zhung appare nelle prime iscrizioni tibetane e nelle fonti cinesi come una polità nel Tibet occidentale con la propria cultura d'élite; gli investigatori moderni collocano Zhang-zhung grosso modo all'interno dell'attuale prefettura di Ngari, inclusi siti come i dintorni del Monte Kailash (tibetano: Kangrinboqe/Tise). Secondo, manoscritti testuali in scrittura tibetana antica scoperti nel Tibet centrale e a Dunhuang (quest'ultimo deposito datato tra il IX e l'XI secolo) includono elementi rituali e medici il cui linguaggio e le cui espressioni sono condivisi da testi Bön successivi, indicando una continuità della pratica rituale attraverso i secoli.
Dal punto di vista dei seguaci, il contenuto canonico del Bön—le sue preghiere, cosmologie e manuali rituali—è stato rivelato e preservato da una catena ininterrotta di insegnanti e tertön (rivelatori di tesori). La tradizione Bön narra episodi di rivelazione (terma) in cui testi sacri o oggetti rituali sono nascosti e successivamente riscoperti da figure rivelatrici autorizzate. Gli studiosi di studi religiosi collocano tali pratiche nella più ampia fortuna himalayana delle tradizioni di 'tesoro', notando che i fenomeni tertön si verificano anche nel buddismo Nyingma; in altre parole, le pratiche terma rappresentano una tecnica culturale condivisa per legittimare composizioni successive ancorandole a un passato ritenuto antico.
L'emergere di monasteri organizzati e linee scolastiche all'interno del Bön ha paralleli nello sviluppo del buddismo tibetano. La fondazione del Monastero Menri (il principale seggio per la linea Yungdrung Bön) e di altre istituzioni come Yungdrung Ling segna la coalescenza del Bön in forme monastiche simili a quelle degli ordini buddisti. Gli antecedenti storici di Menri sono collocati in Tibet, e il successivo ripristino del monastero in esilio (vedi Capitolo 5) dimostra come l'identità istituzionale venga mantenuta attraverso le rotture. Le date concrete attorno alla formazione iniziale delle istituzioni scolastiche Bön sono dibattute; il consenso accademico colloca gran parte della canonizzazione testuale e della consolidazione monastica nel secondo millennio d.C., con attività significative nei secoli XIII-XV quando le raccolte di testi Bön furono organizzate in corpi simili a Kanjur/Tanjur.
Una tensione distinta e persistente attraversa ogni racconto delle origini: i seguaci affermano un'antichità primordiale e una rivelazione indipendente centrata su Tonpa Shenrab, mentre gli storici enfatizzano l'accrescimento, il prestito e l'influenza reciproca con il buddismo e altre fedi regionali. Questo non è semplicemente un disaccordo accademico; ha conseguenze reali per l'identità. Nel tardo periodo premoderno, mentre i monasteri competevano per il patrocinio reale e aristocratico, la narrazione che il Bön possedesse una linea antica e indipendente era importante per le rivendicazioni di precedenza rituale e di terra. Nei tempi moderni, quelle stesse narrazioni informano le rivendicazioni sul patrimonio culturale e sullo status indigeno.
Il risultato è una tradizione vivente la cui storia fondativa è raccontata a più registri. Nei contesti rituali nel Tibet occidentale e in luoghi di pellegrinaggio come i dintorni del Monte Kailash, i devoti mettono in atto la presenza di Tonpa Shenrab in festival annuali e cicli rituali. Allo stesso tempo, le biblioteche nei monasteri e le ricostruzioni accademiche nelle collezioni europee e himalayane preservano testimoni manoscritti che consentono agli studiosi di rintracciare rituali particolari, ricette mediche e generi liturgici attraverso i secoli. Questi racconti paralleli—devozionali e filologici—non sono mutuamente esclusivi ma complementari: insieme spiegano come un insieme localizzato di pratiche radicate nei paesaggi di Zhang-zhung si sia ricostituito come una religione organizzata con monasteri, un canone e una diaspora globale.
Pertanto, le origini del Bön sono molteplici: una miscela di preistoria rituale indigena, formazioni politiche locali come Zhang-zhung e interazioni successive con repertori testuali e tantrici buddisti. La rivendicazione della tradizione di rivelazione tramite Tonpa Shenrab continua a plasmare il senso di identità dei seguaci, mentre la ricostruzione accademica colloca tale rivendicazione all'interno di una complessa storia di contatto culturale e formazione istituzionale. Il Bön vivente di oggi è quindi sia erede di una cultura antica del plateau sia il prodotto storico di processi medievali e successivi di codificazione e trasmissione.
