La visione religiosa serer è organizzata attorno a un cosmo stratificato: Roog, l'Essere Supremo, risiede all'apice; sotto Roog ci sono gli spiriti ancestrali e della natura — in particolare i pangool — e sotto di essi la società umana. I seguaci comprendono Roog come il creatore e la fonte ultima dell'ordine, anche se molte energie devozionali e rituali serer sono dirette verso i pangool e gli antenati di linea, che mediano gli affari umani. Questa struttura cosmologica — un dio alto remoto e trascendente insieme a un insieme prossimo di intermediari — somiglia a strutture presenti in molti sistemi religiosi africani, ma i nomi, le formule rituali e il collocamento sociale di questi esseri sono specificamente serer.
Roog è centrale nella dottrina serer. Secondo i seguaci, Roog (a volte traslitterato come Rog) è una forza ineffabile e trascendente che ha creato l'universo e lo ha dotato di ordine morale. Il ruolo di Roog non è tipicamente espresso attraverso narrazioni antropomorfe comparabili ad alcuni resoconti scritturali nelle religioni del mondo; piuttosto, la presenza di Roog è dedotta attraverso narrazioni di creazione, ingiunzioni rituali e la sacralità della terra e della linea. Fonti storiche ed etnografiche riportano che quando gli anziani serer parlano di Roog usano un linguaggio di mistero e distanza: Roog è trascendente, non abita i santuari domestici nello stesso modo in cui fanno i pangool o gli spiriti ancestrali.
Sotto Roog nella gerarchia serer ci sono i pangool. 'Pangool' (singolare pangool) è una categoria polisemia: designa particolari spiriti ancestrali, fondatori di clan e talvolta spiriti protettivi specifici territorialmente associati a siti o oggetti sacri. I seguaci invocano i pangool come mediatori di salute, fertilità, giustizia e prosperità agricola. Gli specialisti rituali mantengono genealogie di pangool, e particolari linee rivendicano la custodia ereditaria di specifici pangool; offerte e libazioni ai pangool avvengono presso santuari di villaggio e boschi sacri. Studiosi comparativi osservano che, mentre il concetto di pangool ha analoghi (spiriti ancestrali, divinità protettive) in tutta l'Africa occidentale, i particolari organizzativi — il mix di antenato personale, fondatore territoriale e funzioni di spirito della natura — sono distintamente elaborati nella pratica serer.
La condizione umana e l'etica nel pensiero serer sono inquadrate attorno all'armonia sociale, al dovere di linea e al rispetto dei confini sacri. L'etica nota come jom (spesso tradotto variamente come onore, dignità o responsabilità morale) plasma le obbligazioni interpersonali, le regole sull'ospitalità e gli standard di comportamento per anziani e giovani. Jom funge sia da standard morale individuale sia da principio regolatorio sociale: le violazioni di jom si pensa disturbino il favore ancestrale e invitino la sfortuna. Questo accento normativo sull'onore è stato paragonato da studiosi ai codici d'onore in altre società agrarie e basate sulla linea, sebbene il contenuto sociale particolare di jom sia strettamente legato alle strutture politiche e rituali serer.
Le narrazioni di creazione nella letteratura orale serer prestano particolare attenzione al posizionamento iniziale degli esseri umani in un ordine cosmico e all'emergere dell'agricoltura e dell'insediamento territoriale. Secondo il cosaan serer, Roog ha creato l'universo e poi ha stabilito l'ordine umano attraverso una sequenza di atti primordiali; le storie — con varianti locali — descrivono i primi antenati e gli eventi che spiegano l'origine delle fonti d'acqua, delle foreste e dei territori di linea. Gli studiosi storici trattano queste narrazioni come archivi orali: registrano la memoria sociale riguardo ai primi modelli di insediamento e alle relazioni ecologiche. I seguaci le trattano come storia sacra. Quello status duale — narrazione sacra e memoria sociale — è una tensione metodologica ricorrente nello studio della fede serer.
Un'altra importante orientazione teologica riguarda la purezza, la contaminazione e il mantenimento dello spazio sacro. I rituali per la purificazione, il rinnovamento stagionale e la preservazione dei santuari sono parte integrante del mantenimento del favore dei pangool e dell'ordine morale istituito da Roog. Ad esempio, le offerte prima della stagione delle piogge e i riti connessi alla semina esprimono una teologia in cui il lavoro umano, l'azione rituale e il favore divino sono intrecciati. Queste cerimonie agricole non sono meramente pratiche; sono gesti cosmologici che rievocano la creazione e assicurano la continuità comunitaria.
Le pratiche di divinazione e guarigione formano un corollario pratico agli impegni dottrinali. Specialisti rituali formati (spesso indicati nella letteratura come saltigues tra i serer; diverse comunità usano terminologie diverse) agiscono come divinatori, erboristi e tecnici rituali. Diagnosticano squilibri, prescrivono libazioni e sovrintendono ai riti per richiamare anime erranti o placare pangool offesi. Questi ruoli sono istituzionalizzati: la formazione spesso implica apprendistato e iniziazione, e la competenza rituale degli specialisti è riconosciuta socialmente. Gli studi religiosi comparativi notano l'affinità degli specialisti serer con le istituzioni divinatorie in tutta l'Africa occidentale, pur sottolineando anche formule liturgiche uniche e oggetti rituali utilizzati nella pratica serer.
Un tema di diversità interna continua complica qualsiasi resoconto semplificato della teologia serer. Alcune famiglie serer pongono maggiore enfasi sulla trascendenza di Roog e sulla purezza dei culti di linea; altre organizzano la vita religiosa più attorno ai pangool locali o attorno a pratiche sincretiche che hanno incorporato elementi islamici o cristiani. Nel diciannovesimo e ventesimo secolo, i vicini musulmani Wolof e Fulani, così come gli sforzi missionari cristiani, hanno introdotto opzioni teologiche; alcune comunità serer hanno mantenuto pratiche più antiche, alcune hanno assorbito nuovi riti e altre hanno praticato identità religiose parallele. Questo pluralismo è una caratteristica delle tradizioni viventi: le identità religiose evolvono in conversazione con pressioni politiche, economiche e sociali.
Sull'escatologia e le nozioni di personalità, i seguaci enfatizzano la continuità tra le persone viventi e i morti. Gli antenati sono moralmente e ritualmente presenti; vita e aldilà formano un continuum mantenuto dalla memoria rituale. I riti funebri, le pratiche di sepoltura e le commemorazioni riaffermano le relazioni attraverso le generazioni. Gli studiosi notano che la cosmologia serer non istituzionalizza un aldilà nettamente dualistico nel modo di alcuni sistemi dottrinali; piuttosto, l'aldilà è principalmente un dominio relazionale in cui gli antenati continuano a influenzare la comunità vivente.
Infine, la visione del mondo serer colloca la sacralità nel paesaggio e nella cultura materiale. Boschi sacri, pozzi e alcune specie di alberi sono più che simbolici: sono luoghi in cui si incontrano le energie divine e ancestrali. Ad esempio, particolari tratti di foresta nel dipartimento di Fatick sono riconosciuti come siti di venerazione dei pangool; i divieti riguardanti l'ingresso o il taglio di tali boschi sono applicati sia ritualmente che socialmente. Tali pratiche dimostrano il legame intimo nella fede serer tra ecologia, memoria e ordine morale. Gli osservatori comparativi spesso evidenziano come il sistema religioso serer combini trascendenza (Roog) con una forte immanenza (pangool e paesaggio sacro), producendo una visione del mondo che è al contempo cosmologica e intensamente radicata nel luogo.
