L'autorità nello Zoroastrismo si articola attraverso testi, istituzioni sacerdotali, linee familiari e corpi comunitari; essa viene trasmessa tramite apprendistato, ereditarietà ed esegesi accademica. A differenza delle religioni la cui autorità è centralizzata in un'unica scrittura o ufficio papale, l'autorità zoroastriana è distribuita tra testi liturgici (l'Avesta e la successiva letteratura pahlavi), un sacerdozio di esperti graduati e organizzazioni comunitarie che giudicano la pratica. La molteplicità delle fonti spiega le contestazioni interne su chi possa officiarne, interpretarne o definirne l'appartenenza.
La tradizione testuale inizia con l'Avesta, il corpus liturgico principale che contiene diversi strati: i Gatha (inni attribuiti a Zarathustra), lo Yasna, il Visperad, il Vendidad (un codice con leggi di purezza) e vari Yasht (inni a divinità particolari). Gli studiosi datano questi strati in modo diverso: un fatto accertabile è che i Gatha sono linguisticamente più antichi e differiscono nel dialetto dall'Avesta più giovane. I fedeli comprendono questi testi come sacri e, nella loro auto-comprensione, come la parola rivelata di Zarathustra. I successivi scritti pahlavi (manuali, commentari e testi legali in medio persiano) emersero durante e dopo il periodo sasanide. Questi lavori pahlavi — per esempio, il Denkard, il Bundahishn e altri testi esegetici — hanno storicamente funzionato come quadri interpretativi che i sacerdoti utilizzavano per sistematizzare il rito e la dottrina, un punto verificabile basato su prove manoscritte.
La trasmissione avviene spesso attraverso famiglie sacerdotali. In molte comunità tradizionali, il sacerdozio è ereditario: alcune linee forniscono specialisti rituali attraverso le generazioni. Nella diaspora Parsi questo è particolarmente visibile; le famiglie mantengono genealogie e la trasmissione della conoscenza liturgica. Tuttavia, l'apprendistato è anche un percorso: i novizi studiano sotto sacerdoti anziani per anni per padroneggiare la recitazione avestana e la sequenza rituale. L'esistenza di seminari sacerdotali formali nel XIX e XX secolo — ad esempio, istituzioni stabilite a Bombay (Mumbai) per la formazione dei mobed — documenta tentativi di standardizzare e preservare la competenza rituale in contesti moderni.
I titoli ecclesiastici variano: mobed denota un sacerdote capace di eseguire i riti fondamentali; dastur è stato utilizzato in contesti Parsi per indicare un sommo sacerdote o un'autorità liturgica principale, sebbene i poteri istituzionali precisi di tale titolo non siano uniformi tra le comunità. In Iran, gli uffici sacerdotali tradizionali esistevano sotto il patrocinio sasanide e si riorganizzarono sotto il dominio islamico; le moderne organizzazioni zoroastriane iraniane si svilupparono nel XX secolo per rappresentare gli interessi comunitari. La regola generale è che l'autorità è sia rituale-tecnica (competenza per eseguire la liturgia) sia comunitaria (status riconosciuto all'interno di una comunità), e le controversie su chi possieda l'autorità possono produrre scismi o dispute giuridiche.
I processi di canonizzazione e trasmissione testuale sono complessi. L'Avesta raggiunse qualcosa di simile a uno status canonico durante o dopo il periodo sasanide, quando compilatori sacerdotali assemblarono collezioni liturgiche; le prove manoscritte medievali e le testimonianze pahlavi attestano sforzi per raccogliere, modificare e preservare quei testi. Un fatto verificabile è che i manoscritti dell'Avesta sopravvissuti sono tardivi (medievali), e la moderna erudizione ricostruisce strati testuali più antichi attraverso la filologia e il confronto. Il Vendidad, come testo con regole legali e di purezza, incarna prescrizioni rituali specifiche ed è utilizzato come riferimento nell'istruzione sacerdotale; tuttavia, alcuni riformatori contemporanei sostengono accenti diversi, ad esempio enfatizzando il nucleo etico gathico rispetto ai dettagli rituali successivi.
L'autorità è esercitata anche da istituzioni comunitarie. Nella Parsi India, i panchayat (consigli comunitari) storicamente giudicavano questioni di matrimonio, eredità e stato religioso. Nell'era moderna, i fiduciari municipali, i consigli di amministrazione dei templi del fuoco e le corporazioni legali (per esempio, che gestiscono gli Atash Behram) detengono autorità de facto sui siti rituali e sulle risorse. In Iran, le politiche statali dal XX secolo hanno influenzato l'organizzazione pubblica degli zoroastriani, producendo diverse modalità di rappresentazione e regolamentazione. Queste forme istituzionali sono concrete e legalmente visibili: fiduciari registrati nei registri municipali indiani, registri fiscali per i templi o statuti organizzativi nelle comunità della diaspora.
I dibattiti sulla conversione e sull'identità sono centrali per la trasmissione oggi. Molti corpi tradizionalisti scoraggiano la conversione, enfatizzando la discendenza, la discendenza patrilineare o combinata e la purezza rituale; altri consentono e persino accolgono i convertiti a determinate condizioni. Questa contestazione influisce su chi è conteggiato come zoroastriano e chi può ricevere l'iniziazione (navjote). Queste questioni hanno prodotto casi legali e risoluzioni comunitarie, in particolare in India dove l'identità Parsi si interseca con la legge nazionale e la costituzione comunitaria.
Un'altra dimensione dell'autorità risiede nella moderna erudizione e nell'editing testuale. Edizioni accademiche e traduzioni dell'Avesta (per esempio, le traduzioni del XIX secolo di James Darmesteter e E. W. West e le successive edizioni accademiche) hanno rimodellato l'accesso ai testi. Studiosi come Mary Boyce, Prods Oktor Skjærvø e Richard Foltz hanno contribuito ad analisi filologiche, storiche e antropologiche su cui le comunità a volte si basano in progetti di riforma o preservazione. Esiste quindi una tensione tra l'autorità clericale interna e l'autorità accademica esterna: gli studiosi testuali possono ricostruire forme probabili più antiche di testo e rito, ma le comunità sacerdotali spesso privilegiano la competenza orale e rituale vivente come criterio primario di trasmissione autoritativa.
La trasmissione esoterica o ereditaria è presente anche in alcune linee sacerdotali, dove particolari formule liturgiche o conoscenze rituali sono custodite gelosamente. I ranghi iniziatici e la conoscenza segreta (per esempio, formule specializzate in avestano le cui varianti precise sono preservate oralmente) esistono accanto a liturgie pubbliche. Questo schema di divulgazione stratificata — preghiera pubblica, formule ristrette, competenza ereditaria — somiglia a modelli in molte religioni classiche dove la conoscenza è trasmessa attraverso una partecipazione graduata.
Infine, l'autorità contestata è visibile nei movimenti di riforma emersi nel XIX e XX secolo tra i Parsi e nelle riforme iraniane del XX secolo. I movimenti volti a standardizzare il rito, educare il clero o adattare la pratica a nuovi contesti civici hanno spesso provocato risposte conservative. La negoziazione tra testo, sacerdozio, consigli comunitari e diritto civile moderno continua a definire come l'autorità zoroastriana sia costituita e trasmessa nel mondo contemporaneo.
