Basava (Basavanna / Basaveshwara)
1134 - 1196
Basava (spesso chiamato Basavanna o Basaveshwara) è la figura storica e simbolica centrale associata all'emergere del Lingayatismo nel dodicesimo secolo in Karnataka. I racconti tradizionali dei Lingayat lo presentano come un riformatore sociale, poeta e funzionario amministrativo che fondò—o almeno catalizzò—l'Anubhava Mantapa, un rinomato forum per il dialogo spirituale a Kalyana (l'odierna Basavakalyan). Gli studi collocano Basava fermamente a metà del dodicesimo secolo, un periodo che coincide con l'ascesa politica di Bijjala II della dinastia Kalachuri; le evidenze epigrafiche e letterarie indicano il coinvolgimento di Basava sia nella vita di corte che nelle reti religiose locali.
Gli scritti a lui attribuiti appartengono al corpus dei vachana, sebbene l'attribuzione di singole poesie a specifici autori sia complessa e dibattuta. I vachana a lui attribuiti enfatizzano la devozione diretta e non mediata a Shiva, criticano il privilegio rituale ereditario e insistono sulla sacralità del lavoro onesto (kayaka) e sull'imperativo di condividere le risorse (dasoha). Queste poesie concise, spesso aforistiche, furono composte in Kannada; il loro idioma vernacolare rese l'istruzione religiosa accessibile oltre i circoli delle élite addestrate in sanscrito.
La tradizione accredita a Basava l'istituzione di riforme pratiche: l'istruzione che i seguaci indossino un piccolo linga personale (ishtalinga), la promozione di cene comunitarie egalitarie e la promozione della partecipazione di donne e gruppi di status inferiore. Gli storici riconoscono queste enfasi nelle fonti medievali, ma avvertono anche che il Basava storico non dovrebbe essere letto come un unico riformatore monolitico; piuttosto, la sua memoria è stata plasmata e rifatta da poeti, compilatori e istituzioni successive. Il Basava Purana del tredicesimo secolo e le compilazioni successive hanno contribuito a canonizzare la sua vita e i suoi insegnamenti, creando un'immagine pubblica durevole su cui le comunità si sono affidate da allora.
L'eredità di Basava è sia religiosa che sociale. Per i suoi seguaci, è l'esempio di un'etica religiosa che fonde devozione con responsabilità sociale; per gli storici, è un nodo importante in un modello più ampio di movimenti devozionali regionali. L'eredità duale—poesia che ha plasmato la pratica devozionale e prescrizioni sociali che hanno informato la vita comunitaria—ha fatto sì che la figura di Basava funzioni come un punto di riferimento nei dibattiti contemporanei su identità, riforma e il posto del Lingayatismo all'interno del più ampio panorama religioso indiano.
