Joel S. Goldsmith
1892 - 1964
Joel S. Goldsmith (1892–1964) è stato un insegnante spirituale americano i cui scritti e conferenze hanno dato origine a The Infinite Way, un insegnamento spirituale contemplativo che è stato frequentemente associato all'ambiente del New Thought, suscitando anche etichette come mistico o contemplativo non duale da parte di studenti e alcuni studiosi. Il lavoro di Goldsmith enfatizzava un percorso di comunione silenziosa e ricettiva con quella che descriveva come la Presenza interiore di Dio; il metodo che insegnava sottolineava la realizzazione interiore e l'ascolto contemplativo piuttosto che le tecniche più assertive basate sull'affermazione spesso associate a parti del movimento New Thought. Le sue conferenze e i suoi libri pubblicati, comunemente raccolti sotto l'etichetta The Infinite Way materials, hanno attratto un pubblico transnazionale e ispirato reti di gruppi di studio locali, ritiri e insegnanti indipendenti.
Storicamente, l'attività di Goldsmith deve essere situata all'interno del più ampio panorama metafisico americano della fine del XIX e dell'inizio del XX secolo, un periodo che ha prodotto molteplici approcci alla guarigione spirituale, all'interpretazione metafisica delle scritture e alla religione esperienziale. Gli studiosi del New Thought e del modernismo mistico notano che l'enfasi di Goldsmith sull'esperienza diretta e sulla realizzazione interiore attingeva e si discostava da questo ambiente: condivideva con il New Thought un interesse per la guarigione spirituale e la spiritualità pratica, ma il suo costante focus sulla resa contemplativa e sul linguaggio non duale distingueva il suo lavoro da correnti che ponevano l'accento sulla prosperità, sul miglioramento personale o sulla tecnica mentale.
Il background personale di Goldsmith combinava una carriera iniziale nelle arti curative con una successiva pratica e insegnamento spirituale intensivi. Viaggiava, teneva conferenze e insegnava, offrendo guida in pratiche meditative destinate a favorire il contatto con una Presenza interiore e a produrre ciò che i seguaci descrivevano come guarigione e trasformazione spirituale. Gli insegnamenti di The Infinite Way sono stati trasmessi attraverso conferenze, corrispondenza e opere pubblicate, e dopo la sua morte i materiali hanno continuato a circolare tra lettori dedicati. I seguaci attribuiscono al suo metodo la capacità di fornire un percorso disciplinato e contemplativo verso la realizzazione spirituale; alcuni studiosi e commentatori hanno indicato la sua sintesi di linguaggio mistico e guida pratica come un contributo distintivo alla vita religiosa del XX secolo.
La ricezione dell'insegnamento di Goldsmith è stata mista e rimane oggetto di interpretazione. All'interno del campo del New Thought, molti insegnanti e studenti lo accettano come un importante rappresentante della corrente contemplativa del movimento, mentre altri al di fuori del movimento enfatizzano le sue affinità con le tradizioni mistiche e non duali classiche. I critici e gli osservatori cauti hanno notato che la natura decentralizzata e poco organizzata del movimento The Infinite Way—caratterizzata da gruppi di studio indipendenti e insegnanti non affiliati—significa che la pratica e l'interpretazione variano significativamente da luogo a luogo.
L'eredità di Goldsmith è visibile nella continua circolazione dei suoi testi, nell'esistenza di gruppi di studio e ritiri in tutto il mondo e nel ruolo che il suo lavoro gioca nelle discussioni accademiche sulla diversità teologica e pratica all'interno del New Thought e dei movimenti spirituali moderni. Per molti praticanti, la sua influenza perdura come un invito alla pratica contemplativa e all'esperienza interiore; per gli studiosi, rimane un caso utile per esaminare come la religione metafisica americana abbia accolto sia pratiche di guarigione sia forme di mistica orientate verso l'interno.
