Siddhattha Gotama (the Buddha)
-563 - -483
Siddhattha Gotama, conosciuto nel Theravāda come il Buddha (Pāli: Gotama Buddha), è considerato dai suoi seguaci il fondatore storico della dispensa buddista che il Theravāda preserva. Le cronologie tradizionali del Theravāda collocano comunemente la vita del Buddha tra il sesto e il quinto secolo a.C.; le date fornite qui riflettono una cronologia tradizionale comunemente citata (spesso indicata come c. 563–483 a.C.), sebbene storici moderni propongano una gamma di datazioni alternative. All'interno della comprensione di sé del Theravāda, l'illuminazione (bodhi) del Buddha sotto l'albero di Bodhi a Bodh Gaya e il suo successivo insegnamento del Dhamma inaugurano il corpus dottrinale che diventerà in seguito il Canone Pāli.
Il Theravāda presenta il Buddha non come un dio infallibile, ma come un essere umano eccezionale che ha realizzato il sentiero e insegnato una metodologia per la liberazione. I sutta registrati nel Sutta Piṭaka gli attribuiscono discorsi che delineano le Quattro Nobili Verità, l'origine dipendente (paṭicca‑samuppāda) e istruzioni pratiche per la condotta morale, la concentrazione e l'introspezione. Il Vinaya Piṭaka preserva, nella tradizione, le regole disciplinari che egli avrebbe promulgato per la comunità monastica; insieme, questi testi formano la spina dorsale canonica della dottrina del Theravāda.
Gli studiosi si avvicinano alla figura del Buddha e alle attribuzioni testuali con una distinzione tra racconti devozionali e indagine storico-critica. Mentre i seguaci trattano i sutta come registrazioni fedeli delle parole del Buddha, storici e filologi analizzano strati linguistici, motivi narrativi e fonti comparative per ricostruire lo sviluppo del corpus. Questa indagine accademica non nega la centralità del Buddha nella devozione del Theravāda; piuttosto, colloca la formazione dei suoi insegnamenti attribuiti all'interno di un processo più lungo di trasmissione orale e redazione.
Nella pratica e nell'immaginazione del Theravāda, il Buddha funge da esempio, insegnante e rifugio. Le pratiche devozionali—canto, venerazione delle immagini e commemorazioni festive come il Vesak—si concentrano sugli eventi della sua vita (nascita, illuminazione, parinibbāna). Allo stesso tempo, l'enfasi dottrinale sul sentiero del Buddha come metodo replicabile pone la coltivazione etica e l'addestramento meditativo al centro della vita religiosa.
L'influenza del Buddha si estende istituzionalmente: il sangha (comunità monastica) è costituito come portatore istituzionale dei suoi insegnamenti, e il Canone Pāli funge da deposito testuale che generazioni di monaci e laici del Theravāda hanno studiato, commentato e praticato. La centralità duratura del Buddha nel Theravāda comprende quindi dimensioni dottrinali, rituali e istituzionali, rendendolo la figura centrale attorno alla quale la tradizione articola continuità e cambiamento.
