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La Tradizione Oggi

Questo capitolo ritrae la forma contemporanea, la distribuzione geografica, la diversità interna e gli impegni pubblici della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni come tradizione globale vivente. Sottolinea indicatori empirici dove disponibili, descrive le controversie e i movimenti di riforma dell'era attuale in termini equilibrati e colloca la vita istituzionale del movimento all'interno di tendenze sociali e religiose più ampie.

Demograficamente, all'inizio degli anni 2020, i rapporti istituzionali citavano comunemente circa sedici milioni di persone nei registri ufficiali di membri in tutto il mondo. Studiosi e sociologi della religione evidenziano una distinzione importante: le cifre ufficiali di adesione e il numero di aderenti attivamente partecipanti divergono in molte regioni. Le concentrazioni di membri attivi sono prominenti nell'Intermountain West degli Stati Uniti — in particolare nello Utah e negli stati limitrofi — mentre significative adesioni nazionali esistono in Messico, Brasile, Filippine e parti dell'Africa sub-sahariana. La chiesa gestisce centinaia di missioni a livello internazionale e il suo programma di costruzione di templi si è espanso oltre il Nord America per includere strutture in America Latina, Asia, Africa ed Europa; all'inizio degli anni 2020, il numero di templi operativi e annunciati superava i centocinquanta, un indicatore concreto della presenza istituzionale.

La diffusione globale ha prodotto incarnazioni varie della vita dei Santi degli Ultimi Giorni. In America Latina, forme culturali locali sono state integrate nel culto e nella vita sociale; nelle Filippine, la partecipazione ai templi è stata particolarmente intensa in alcune province; nei paesi africani, la rapida crescita dell'adesione ha sollevato domande sull'accesso alle ordinanze del tempio e alla formazione dei leader. Queste differenze regionali coesistono con una governance centralizzata dalla sede, creando conversazioni in corso sull'adattamento della liturgia, dell'uso della lingua e della formazione dei leader ai contesti locali.

I dibattiti interni contemporanei sono numerosi e spesso pubblici. Un'area di riflessione di lunga data riguarda il ruolo delle donne: mentre le donne svolgono ruoli centrali nella Società di Soccorso, nelle organizzazioni ausiliarie e nella vita familiare, continua la discussione sulla possibilità e desiderabilità di uffici ecclesiastici ampliati per le donne. Studiosi e membri discutono su come i cambiamenti culturali e la ricerca accademica sul genere informino o sfidino la pratica istituzionale. Allo stesso modo, i dibattiti sulla sessualità e sull'inclusione LGBT sono stati prominenti negli ultimi decenni; la posizione ufficiale della chiesa ha enfatizzato gli impegni dottrinali al matrimonio eterosessuale, pur sostenendo anche la cura pastorale per gli individui, producendo conversazioni complesse nelle congregazioni e tra gli attivisti.

La trasparenza storica e la gestione di aspetti difficili del passato — comprese le questioni relative alla pratica poligama precoce, alle politiche razziali del diciannovesimo secolo e a episodi storici contestati — sono diventate salienti. La pubblicazione di progetti archivistici come i Joseph Smith Papers e l'aumento dell'attenzione accademica hanno ampliato l'accesso ai materiali sorgente, sollecitando sia una rivalutazione accademica che un outreach pastorale. Le risposte istituzionali hanno incluso saggi e dichiarazioni ufficiali che mirano a contestualizzare le politiche passate e a fornire risorse per i membri in cerca di comprensione; queste risposte stesse diventano siti di interpretazione contestata e possono stimolare ulteriori dialoghi interni.

L'impegno pubblico e la visibilità civica stanno anch'essi evolvendo. La chiesa mantiene un programma umanitario globale (Latter-day Saint Charities) che fornisce aiuti in caso di disastri, iniziative di salute pubblica e assistenza allo sviluppo in numerosi paesi. Istituzioni come la Brigham Young University, i media di proprietà della chiesa e le iniziative culturali proiettano una presenza intellettuale e culturale oltre la sfera puramente religiosa. Negli Stati Uniti, la chiesa è politicamente attiva principalmente attraverso campagne di impegno civico (ad esempio, su questioni relative alla libertà religiosa e alla politica familiare) e attraverso la partecipazione dei membri a una vasta gamma di partiti e movimenti politici; gli studiosi sottolineano che le dichiarazioni istituzionali sulla politica pubblica sono selettive e che le opinioni dei membri sono plurali.

I sociologi della religione evidenziano tendenze che complicano le narrazioni semplici di crescita. Sebbene i conteggi globali di adesione siano aumentati nel lungo termine, molti studiosi notano un calo nei tassi di attività locale in alcuni paesi occidentali e cambiamenti generazionali nell'affiliazione e nella pratica religiosa. Le domande sulla retention, quelle sollevate sui 'mormoni culturali' rispetto ai membri che partecipano regolarmente, e il ruolo dei media digitali nel plasmare la fede e la comunità sono centrali per l'analisi contemporanea.

Il movimento ha anche sperimentato progetti di riforma e rinnovamento interni. Riforme amministrative e liturgiche alla fine del ventesimo e all'inizio del ventunesimo secolo — ad esempio, cambiamenti nell'età dei missionari, aggiustamenti alle strutture ausiliarie e un rinnovato accento sull'educazione religiosa centrata sulla famiglia — illustrano un modello di adattamento periodico. Alcuni movimenti interni sollecitano maggiore trasparenza e una reinterpretazione delle dottrine storiche; altri enfatizzano la continuità e la cautela nel cambiamento dottrinale. Queste dinamiche producono una conversazione interna pluralizzata che è mediata da strutture istituzionali, congregazioni locali e reti digitali.

Le relazioni con altre denominazioni cristiane sono varie. I dialoghi ecumenici avvengono in alcuni contesti, mentre le tensioni rimangono in altri dove le differenze teologiche sulla natura di Dio, delle scritture e dell'autorità complicano il riconoscimento reciproco. Molti Santi degli Ultimi Giorni si identificano con forza come cristiani e partecipano alla vita culturale cristiana più ampia; al contrario, alcuni gruppi cristiani non accettano tale auto-designazione. Gli studiosi trattano quindi l'identità religiosa come contestata e dipendente da criteri di fede e pratica sociologica.

Infine, la capacità della tradizione di proiettare continuità mentre negozia il cambiamento è una caratteristica definitoria dell'epoca attuale. La memoria istituzionale — preservata in templi, siti storici, archivi e narrazioni familiari — fornisce stabilità; la centralizzazione amministrativa consente programmi globali coordinati; e l'adattamento localizzato permette variazioni culturali. Che si tratti di tranquille congregazioni di quartiere in località suburbane, di templi affollati in centri metropolitani o di compagni missionari per strada, la tradizione continua a essere vissuta come una fede incarnata e istituzionale. L'equilibrio tra dottrina ereditata e aggiustamento contemporaneo — tra scritture rivelate e ricerca storica, tra governance centralizzata e pratica locale — plasma la vita continua della chiesa mentre si muove verso il futuro.