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5 min readChapter 2Asia

Credenze e Visione del Mondo

Al centro del complesso religioso comunemente chiamato Tengrismo si trova un insieme di idee interconnesse riguardanti il cielo, la terra e gli antenati. I seguaci parlano frequentemente di Tengri o Tengger come di un potere cosmico sovrano del cielo, spesso tradotto in inglese come "Eternal Blue Sky". Questo termine celeste nei contesti culturali mongoli e turco funziona più come un principio morale-cosmico che come una divinità antropomorfica in senso stretto, come concepito da alcune tradizioni teistiche riguardo a un dio personale. Per molti praticanti, il cielo incarna buona fortuna, ordine morale e la legittimazione per i governanti; nel linguaggio rituale, le offerte e i giuramenti vengono fatti 'davanti a Tengri' per invocare legittimità o protezione. Storicamente, quel linguaggio di legittimazione appare nelle iscrizioni di Orkhon (inizio dell'ottavo secolo) e nel corpus imperiale mongolo del tredicesimo secolo; i moderni seguaci riprendono tali invocazioni per articolare continuità con un ordine ancestrale.

Oltre a Tengri, la visione del mondo delle steppe è popolata da una vasta gamma di spiriti e poteri associati a luoghi e gruppi sociali particolari. Gli antenati di famiglia e di clan, gli spiriti delle montagne, gli spiriti dei fiumi e gli spiriti di animali specifici hanno spesso un'immediatezza nella vita quotidiana. Il termine mongolo "ongon" (spesso usato in contesti siberiani) denota spiriti o oggetti spirituali che sono custoditi, onorati e consultati; segnala un mondo in cui le persone e gli esseri non umani partecipano a una rete di obbligazioni reciproche. Ad esempio, molte famiglie di pastori lasciano offerte presso un ovoo (un tumulo o un accumulo di pietre posto in un punto elevato) per garantire un passaggio sicuro, il successo nella migrazione o buone condizioni atmosferiche. La pratica rivela concretamente una cosmologia in cui gli spiriti locali influenzano la fortuna umana.

La cosmologia sciamanica inquadra queste relazioni: gli sciamani, conosciuti con vari termini locali e spesso tradotti semplicemente come 'sciamani' o 'specialisti rituali', mediano tra la comunità umana e il mondo degli spiriti. Il repertorio sciamanico include trance, possessione spirituale, viaggi dell'anima e divinazione. Attraverso queste pratiche, gli sciamani diagnosticano la sfortuna, ripristinano l'equilibrio delle anime ritenute perdute o malate e negoziano con gli spiriti locali. In molte comunità, la legittimità dello sciamano si basa su una chiamata personale spesso vissuta come malattia o incontro visionario, seguita da formazione e acquisizione di paraphernalia rituali; la letteratura accademica nota la somiglianza interculturale di questo schema tra i gruppi siberiani e dell'Asia centrale.

Eticamente, molte di queste comunità articolano un'enfasi sul rispetto reciproco per gli esseri — umani, animali e terra — che è spesso espressa attraverso la reciprocità rituale: offerte agli spiriti, pratiche di macellazione rispettose e tabù attorno a siti sacri. L'economia pastorale influenza queste norme prescrittive: la mobilità della vita pastorale favorisce una teologia di adattamento e negoziazione con i poteri legati al luogo piuttosto che un'etica orientata a edifici permanenti. Il vocabolario morale tende quindi a dare priorità alla condotta appropriata verso gli spiriti e gli antenati, all'armonia comunitaria e al mantenimento dell'equilibrio ambientale.

La relazione tra Tengrismo e altre religioni, in particolare il buddismo tibetano e l'Islam, plasma il modo in cui le credenze vengono espresse nella pratica. Dal sedicesimo e diciassettesimo secolo, molti élite mongole abbracciarono il buddismo tibetano Gelug-pa; in Asia centrale, l'Islam divenne profondamente influente tra i popoli turchi. Dove si verificò il sincretismo, le pratiche sciamaniche locali venivano spesso reinterpretate all'interno delle categorie cosmologiche buddiste o accommodate accanto alla vita rituale islamica. Il pluralismo religioso è quindi un modello ricorrente: ad esempio, molti mongoli oggi possono identificarsi come buddisti eppure eseguire rituali sciamanici per la protezione della famiglia o riti stagionali. Gli studiosi mettono in guardia contro la presentazione di tale coesistenza come marginale o residua: per molti seguaci, la fusione dei repertori rituali è normativa.

Un importante sviluppo discorsivo contemporaneo è la politicizzazione del linguaggio di Tengri. I movimenti nazionalisti e di revival culturale in Mongolia, Tuva e parti dell'Asia centrale a volte utilizzano l'immagine di Tengri e della spiritualità delle steppe come un deposito di identità etnica e nazionale. Intellettuali e attori politici hanno talvolta invocato Tengri in una retorica che cerca di reclamare il patrimonio dalle eredità coloniali o sovietiche. Gli scritti di Lev Gumilyov della metà e fine del ventesimo secolo (vedi il suo concetto di etnogenesi) sono un esempio di ricerca che è stata successivamente appropriata da vari movimenti politici per fornire un quadro quasi scientifico per reclamare il patrimonio delle steppe. Il risultato è un campo contestato in cui gli idiomi religiosi si intersecano con la politica, l'identità e il dibattito accademico.

In modo comparativo, la cosmologia tengrista condivide elementi con altri sistemi sciamanici — un cosmo tripartito, mediazione degli spiriti, trance — ma pone un'enfasi insolita sul cielo come garante cosmico e sulla funzione di sanzione politica di quel cielo. Questa enfasi è il motivo per cui gli storici collegano strettamente le invocazioni di Tengri al potere e alla legittimità nell'era medievale. Tuttavia, non esiste un unico credo canonico tra le comunità delle steppe: la fede è spesso situazionale, pratica e radicata nella performance rituale piuttosto che espressa come dottrina sistematica.

La tensione tra la ricerca descrittiva e l'auto-comprensione dei seguaci emerge qui. Storici e antropologi descrivono un insieme distribuito di pratiche che si evolvono nel tempo, enfatizzando continuità, adattamento e sincretismo. I praticanti nei movimenti di revival, al contrario, insistono frequentemente su un patrimonio ininterrotto e parlano di "Tengrismo" come di una religione coerente incentrata sull'Eternal Blue Sky. Le due prospettive non devono essere necessariamente mutualmente esclusive: il cambiamento storico e le affermazioni vissute di continuità possono coesistere in una tradizione religiosa in cui memoria, rituale e identità sono centrali.

Infine, la visione del mondo ha una salienza etica contemporanea: nei dibattiti sull'uso del suolo, l'estrazione mineraria e la politica ambientale in Mongolia e Siberia, gli appelli alla sacralità delle montagne, dei fiumi e degli equilibri spirituali tradizionali informano sia le conversazioni di base che quelle nazionali. Così, mentre gli studiosi inquadrano il Tengrismo come un complesso storicamente mutevole e regionalmente diversificato, molti seguaci contemporanei lo articolano come una cosmologia eticamente carica con implicazioni dirette per la vita comunitaria e la custodia ambientale.